Indicazioni positive mercato immobiliare arrivano da due importanti rilevazioni.

Da un lato, infatti, il nuovo Rapporto Dati Statistici Notarili evidenzia che le compravendite di immobili nei primi sei mesi del 2019 hanno fatto registrare un +5,91%, che fa seguito al + 10,72% segnato nel primo semestre 2018 rispetto al primo semestre 2017.

L’88,63% dei fabbricati abitativi è stato venduto da privati o società non costruttrici, con un incremento del 4,53% per le prime case e dell’8,68% per le seconde case; Le vendite da imprese costruttrici sono state il 11,37% del totale ma con una crescita rilevante +7,70% per le prime case, +6,12% per le seconde.

Il 56,28% delle compravendite è stato effettuato al Nord. La regione nella quale vengono scambiati più immobili rimane la Lombardia, che con 93.641 immobili venduti nel primo semestre 2019 registra un aumento del 5,93% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, pari al 20,69% del totale delle contrattazioni sull’intero territorio nazionale, seguita dal Veneto con il 9.43% e dal Piemonte con il 9.24%. La Valle d’Aosta invece svetta come regione con il più alto tasso di compravendite per abitanti.

L’Osservatorio Immobiliare 2019 di Nomisma sul mercato residenziale delle maggiori città italiane registra, per la prima volta dopo dieci anni, una variazione positiva dei prezzi delle abitazioni delle principali città italiane. Solo +0,2% (-0,9% nel 2018) la crescita, ma comunque un fattore positivo, anche se circoscritto.

Rileva Nomisma come la sostanziale mancanza di impieghi alternativi di rischio simile abbia infatti riacceso l’interesse per acquisti immobiliari non finalizzati ad un utilizzo diretto. Un rinnovato appeal spinto anche dall’aumento della redditività legato alla tendenza espansiva dei canoni di locazione, anche e soprattutto in conseguenza al fenomeno degli affitti brevi. Se i prezzi delle abitazioni sono infatti cresciute nel secondo semestre, rispetto allo stesso periodo del 2018, di uno 0,2%, la variazione dei canoni è stata del +0,9%.